Le ceramiche della Val di Mazara custodite nella casa museo Bagatti Valsecchi a Milano

Di Mario Lipari

L’autore analizza le preziose ceramiche maiolicate provenienti dalla Val di Mazara nella Sicilia occidentale, e un esemplare caltagironese, datate dal XVI al XVIII secolo e custodite nelle sale della Casa Museo Bagatti Valsecchi a Milano, scrigno collezionistico dei fratelli Bagatti Valsecchi.

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Storia e arte nella Collezione Tosoni di incisioni antiche nella mostra “La Sicilia dei cartografi” a Catania (24 aprile – 24 maggio 2025)

Di Mario Lipari e Gaetano Bongiovanni

La Chiesa di San Francesco Borgia, situata nella suggestiva Via dei Crociferi a Catania, ha ospitato la mostra “La Sicilia dei Cartografi”. Un’affascinante esposizione che invitava i visitatori a intraprendere un viaggio unico attraverso le antiche incisioni cartografiche della Collezione Tosoni, svelando l’evoluzione della rappresentazione dell’isola dal XVI al XIX secolo. Gli studiosi Mario Lipari e Gaetano Bongiovanni svelano la storia dietro alcuni pezzi tra i più rappresentativi della collezione.

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Il Castello di Gropparello: un modello di sostenibilità e valorizzazione storica

Di Massimiliano Venturelli

Il Castello di Gropparello, situato tra le incantevoli colline piacentine, vanta una storia millenaria che affonda le sue radici in epoca medievale. Costruito su un’imponente rupe di origine vulcanica, il maniero rappresenta un raro esempio di fortezza inespugnabile, grazie alla sua posizione strategica. Nel corso dei secoli, ha visto il passaggio di nobili casate come gli Sforza, gli Anguissola e Ludovico Marazzani Visconti Terzi, testimoniando epoche di splendore, guerre e trasformazioni. Dopo un lungo periodo di abbandono, nel 1994 il castello è stato acquisito dalla famiglia Gibelli, che ha avviato un ambizioso progetto di valorizzazione.

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“Sestola e la Fortezza estense. Dalle origini ai giorni nostri” in “Il Forte di Sestola. Itinerari della cultura estense in Appennino”

Di Monica Cremonini

La storia del forte di Sestola è strettamente legata a quella del paese: infatti, lo sperone roccioso dove oggi sorge la fortezza è stato da sempre conteso per la posizione di controllo su tutto il territorio del Frignano, già a partire dall’età del Bronzo (1800-900 a.C). Il primo documento scritto che attesta un borgo fortificato, il Castrum Sextulae, risale al 753 d.C. ed è conosciuto come Diploma di Astolfo. Nel XVI secolo la fondazione del nuovo forte da parte del duca d’Este ha comportato lo sviluppo di Sestola ai piedi della rupe, dove si trasferirono gli abitanti che vivevano all’interno delle mura fortificate. Oggi la fortezza ospita i Musei della Rocca di Sestola, che sono allestiti nella parte più alta di tutta il complesso: la Rocca.

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Studi inediti su San Carlo Borromeo e una lettera autografa

Testi a cura di M. Cremonini, E. Zuffi, E. Bonazza, M. Lipari

SAN CARLO BORROMEO (Arona, 2 ottobre 1538 – Milano, 3 novembre 1584). Santificato il 4 novembre, di famiglia aristocratica, Carlo Borromeo era figlio del conte di Arona Giliberto II e di Margherita de Medici di Marignano. Studiò Diritto canonico e civile all’Università di Pavia e quando lo zio materno, Giovanni Angelo Medici di Marignano, fu eletto papa con il nome di Pio IV, Carlo e il fratello si trasferirono a Roma per diventare suoi stretti collaboratori nell’amministrazione degli affari della Chiesa.

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SPECIALE IN ARTE: GIULIANO TOMAINO

A cura di Tommaso Curcio

Io rimando e guardo il mare.
Con questa frase Giuliano Tomaino iniziò a parlarmi della sua visione artistica…
Mediterraneo.
Non è un mare qualunque il Mediterraneo, è una sorta di leggenda, fatta di miti, suoni,
arte e culture; luogo di incontro e di scambio.
Mediterraneo che già dai tempi dell’Impero Romano era il baricentro di un’intera civiltà
nata sulle sue coste, che incarnava un concetto di unione e continuità storica.
Si agitavano i popoli nel Mediterraneo, si creavano leggende, da Ulisse a Enea
passando per i corsari barbareschi con i loro capitani, come i fratelli Barbarossa.

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Giuliano Tomaino alla Rocca di Vignola

A cura di Tommaso Curcio

Testi di Tommaso Curcio e Massimiliano Venturelli


La Rocca di Vignola come riflesso dell’uomo e dei suoi passaggi; da castello a dimora nobiliare, dove l’arte e i simboli riecheggiano nelle sue sale. Castello, edificio militare, dimora signorile, un percorso infinito tra stemmi araldici e colori rinascimentali. I Grassoni, gli Este passando dai Contrari ornavano le sale nobiliari con le proprie imprese e gesta, come un viaggio immersivo nella propria casata. L’artista Giuliano Tomaino alla Rocca di Vignola, come simbolo di libertà; il proseguo di una visione artistica, dove il viaggio attraverso i suoi simboli si unisce alla storia della Rocca, come fosse l’inizio di una fiaba.

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Una nuova proposta di turismo slow: la Via Romea Nonantolana

Di Massimiliano Venturelli

“Percorrere la Via Romea Nonantolana rappresenta un’esperienza unica, coinvolgente e introspettiva che va assaporata lentamente. Un percorso ad anello di 208 km tra storia, fede, arte e natura in cui i pellegrini e i camminatori potranno godere delle meraviglie che la provincia di Modena sa offrire in tutte le stagioni. Un sentiero che inizia davanti la nostra splendida Abbazia, attraversa la collina modenese con i numerosi borghi, chiese e pievi per raggiungere il Passo della Croce Arcana lungo l’alto crinale dell’Appennino settentrionale al confine con la Toscana”. 

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I musei dimenticati

Di Monica Cremonini

Nei recenti e sempre più numerosi dibattiti sui musei le realtà nei centri minori e nelle aree interne sono quasi sempre lasciate in disparte, nonostante quasi due terzi dei musei italiani si trovi in città di media grandezza (33%) o con meno di cinquemila abitanti (32,2%). Tra queste numerose realtà di provincia è molto significativo il caso dei musei di montagna, tanto piccoli quanto rilevanti per il territorio in cui sorgono e spesso dimenticati dalle amministrazioni, dai turisti e dagli stessi abitanti.

Questi musei sono generalmente classificati come etnografici poiché raccontano la storia e la vita delle popolazioni di montagna attraverso la cultura materiale e sottolineando il forte legame che esse hanno, ancora oggi, con la cultura immateriale: tradizioni, costumi, abilità, forme di religiosità popolare, usanze e racconti tramandati oralmente. 

 

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Arte è Natura

Di Tommaso Curcio

L’attimo si tramuta in gesto, il colore prende forma diventando espressione dell’anima. L’astrattismo gestuale dell’artista Gregorio Codagnone nasce dalla continua volontà di trovare energie positive interiori, liberate sulle sue opere con forza, come un senso emotivo di sfogo. La ricerca costante di nuovi materiali porta l’artista a lavorare sia sulla pittura che sulla scultura, tra curiosità e contemplazione della materia.

I suoi elementi più rappresentativi sono “i coralli” e “le fiamme”. Vere e proprie azioni di dripping sulla tela danno vita ad un elemento unico di colore, che ricorda volutamente le forme dei coralli marini. Organismi di rara bellezza sempre più soggetti ai cambiamenti climatici; per questo la loro sopravvivenza è sempre più a rischio.

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