Un nuovo gioiello arricchisce il patrimonio culturale e spirituale di Modena. Il 29 giugno, alle ore 19:15, ha ufficialmente aperto al pubblico il Museo di Arte Sacra della Basilica di San Pietro. Il percorso espositivo, allestito in diversi ambienti un tempo adibiti alla vita claustrale dei monaci benedettini, è accessibile a offerta libera durante i normali orari di apertura della chiesa.
Un nuovo allestimento multimediale
In occasione dell’inaugurazione, l’esperienza di visita è stata completamente rinnovata grazie a un moderno impianto didattico e tecnologico. Sono stati installati nuovi pannelli informativi in corrispondenza delle nuove sale espositive, pensati per accompagnare il visitatore passo dopo passo.
Inoltre, all’ingresso della chiesa, è stato posizionato un totem provvisto di una piantina numerata, strumento ideale per orientarsi al meglio e non perdere nessuna delle tappe fondamentali della chiesa e del museo. I pannelli e il totem integrano esclusivi QR code dinamici: scansionandoli con il proprio smartphone, si viene guidati da una voce narrante alla scoperta delle storie più salienti e affascinanti del complesso benedettino.
Il cuore del percorso: la Manica Lunga
Il fulcro dell’intero complesso museale si sviluppa lungo la Manica Lunga, il maestoso corridoio cinquecentesco che un tempo percorreva l’intero edificio monastico per ben 160 metri.
L’illusione barocca di Bernardino Cervi
Proprio all’accesso dell’antisagrestia, i visitatori possono ammirare uno straordinario capolavoro d’architettura illusoria dipinta: l’affresco di Bernardino Cervi (allievo di Guido Reni, scomparso di peste nel 1630) datato 1626. L’opera, che raffigura l’Incontro tra San Benedetto e il re barbaro Totila, crea un eccezionale effetto prospettico di sfondamento della parete.
La curiosità storica: Nascosto sotto strati di intonaco a partire dall’epoca napoleonica, l’affresco era ritenuto perduto; ne rimaneva visibile solo un piccolo trompe-l’œil con il viso del Santo. Grazie ai lavori di consolidamento post-terremoto e al minuzioso restauro gratuito condotto da Luca Rubini, l’opera è finalmente tornata alla luce.
Il Rito funebre di Cesare d’Este
Lungo il corridoio spicca la suggestiva ricostruzione dell’altare per le esequie di Cesare d’Este, duca di Modena e Reggio, celebrate a San Pietro nel 1629. L’allestimento evoca l’apparato funebre originale dell’epoca, utilizzando torceri e candelabri rinvenuti nelle soffitte della chiesa e recentemente restaurati. Secondo le cronache, il fumo delle tantissime torce usate durante il funerale annerì a tal punto le pareti della chiesa da costringere i monaci a un imbiancamento generale che coprì le antiche decorazioni.
La Sala del Capitolo e il rinato Giardino della Fontana
Lasciando il corridoio, il percorso si snoda attraverso gli ambienti più intimi della vita monastica:
- La Sala del Capitolo: Luogo di riunione dei monaci, conserva a terra due lastre marmoree del 1624 poste a copertura delle tombe benedettine, recanti la celebre iscrizione: Non reliquerunt mansuros – praecesserunt secuturos (“Non hanno lasciato coloro che rimarranno, ma hanno preceduto coloro che li seguiranno”). La sala è impreziosita dai ritratti seicenteschi dei quattro Evangelisti.
- Il Giardino della Fontana (o della Spezieria): Superata la porta del Capitolo si esce in quello che fu il primo chiostro del monastero. Qui un tempo sorgeva la celebre spezieria monastica, famosa in tutto il Ducato per la produzione della Teriaca (un rimedio medico esclusivo). Dopo essere stato interrato nell’Ottocento e persino trasformato in campo da calcio nel ‘900, lo spazio è stato completamente recuperato come giardino monastico, riportando alla luce l’antica fontana ipogea del Draghetti.
Le due Sagrestie: Tesori liturgici e Tarsie rinascimentali
Il percorso espositivo culmina nelle due imponenti sagrestie della Basilica.
La Sagrestia rinascimentale
Costruita a partire dal 1538, accoglie il visitatore in un’atmosfera di pura sacralità rinascimentale. La volta, affrescata nel 1578 da Girolamo da Vignola, mostra rami intrecciati di foglie e frutti che convergono verso il Cristo Redentore. Lungo le pareti si possono ammirare gli splendidi armadi lignei intarsiati con vedute di città ideali a trompe-l’œil (opera di Gianfrancesco Brennona del 1548, ampliati poi nell’Ottocento e nel Novecento). L’altare maggiore è dominato dall’Adorazione dei Magi del bolognese Bartolomeo Cesi.
Il Tesoro di San Pietro e i Reliquiari
In una delle sagrestie è custodito il Tesoro, una eccezionale collezione di argenti, paramenti e insegne abbaziali (mitre, pastorali del XVI secolo e piviali) che testimoniano il prestigio dell’ordine.
Tra i pezzi più rari e singolari spicca il reliquiario del piede destro di Maria Maddalena (seconda metà del Cinquecento). L’opera in argento sbalzato e parzialmente dorato riproduce fedelmente la forma del piede, calzato con un sandalo decorato con pietre dure. La reliquia giunse a Modena nel 1783 in seguito all’unificazione delle comunità religiose di Reggio Emilia e Modena.
Una Sezione Didattica: Le Vesti e i Colori della Fede
Il percorso offre infine un’interessante chiave di lettura didattica sull’evoluzione degli abiti sacri – dal Concilio di Trento e l’influenza di San Carlo Borromeo (di cui è conservata una lettera autografa nel vicino Museo di San Francesco) fino alla riforma del 1969 di Paolo VI – spiegando al visitatore il profondo codice visivo e teologico dei colori liturgici:
Un’inaugurazione importante che restituisce alla città di Modena non solo dei manufatti di inestimabile valore, ma un pezzo fondamentale della propria memoria storica, artistica e spirituale. Un’esperienza resa unica dal perfetto connubio tra narrazione tecnologica e rigore storico.
Tutto il progetto di valorizzazione e allestimento è stato curato dalla nostra società Save Italian Beauty.
Per gli appassionati e i curiosi
Il museo è inoltre visitabile attraverso un percorso di visita guidata approfondita, ideale per scoprire ogni segreto storico e artistico del complesso. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere una mail a info@saveitalianbeauty.it.