MODENA SI MOSTRA

 

Modena si mostra è il nuovo progetto culturale lanciato da Save Italian Beauty il 30 novembre 2022. Il focus è la riscoperta del patrimonio culturale del territorio modenese attraverso nuove metodologie di comunicazione e interazione con il pubblico; in modo particolare chiese, abbazie, monasteri, pievi, palazzi, castelli e ville di rilevanza storico-artistica per farne risaltare pregi e ricchezze e per concentrare l’attenzione sull’importanza della loro conservazione. il punto di partenza è stata la chiesa di San Pietro: all’interno è presente un patrimonio di opere d’arte inestimabile tra le quali spicca l’eleganza e la raffinatezza dello scultore modenese Antonio Begarelli, grande maestro del rinascimento emiliano.

Per la chiesa di San Pietro sono stati prodotti quattro podcast: il primo dedicato alla chiesa che, annessa al monastero del riformato ordine di San Benedetto, fu costruita a partire dal 1476, terminata nel 1506 e consacrata nel 1518. Gli altri tre podcast riguardano le sculture di Begarelli, uno quelle della navata centrale, quattro delle quali erano state realizzate tra il 1532 e il 1536 per il dormitorio del monastero: San Benedetto, la Madonna col Bambino, San Pietro e Santa Giustina. Trasferite all’Accademia di Belle Arti nel 1796 all’arrivo dei Francesi, ebbero la collocazione attuale nel 1806 e a queste si aggiunsero San Francesco e San Bonaventura dalla soppressa chiesa di San Francesco. Il terzo podcast è dedicato alla Pietà realizzata tra il 1544 e il 1546 e collocata nella cappella del Santissimo Sacramento a destra del presbiterio. Il quarto all’altare delle statue o monumento funebre dello scultore collocato nel presbiterio, in fondo alla navata destra.

La monumentale scultura era stata commissionata dai Benedettini a Begarelli nel 1533 destinata all’altare maggiore della chiesa ma venne collocata nel luogo in cui si trova fin dal 1575. Sotto un grande arco è raffigurata la Madonna col bambino circondata da una gloria di angeli e al di sotto San Geminiano, San Pietro, San Paolo e San Benedetto

Lo scultore vi lavorò fino alla morte dopo la quale l’opera fu terminata dal suo nipote e collaboratore Ludovico. Dal 1875 è diventata anche la sua tomba.

Merita grandissima attenzione sia per il rivestimento di colore bianco da cui l’opera, non ancora sottoposta a intervento di restauro, si trova ancora rivestita come lo erano tutte le altre sculture di Begarelli per renderle simili al marmo e per eliminare ogni equivoco di realismo, sia per il contratto con il quale i monaci l’avevano commissionato allo scultore secondo il quale le statue centrali dovevano essere colorate. Il primo evento è stato realizzato grazie al contributo di Banca Generali Private, con il patrocinio del Comune di Modena e della Diocesi di Modena. Sono intervenuti: Don Paolo Monelli della parrocchia di San Francesco e San Pietro, Massimiliano Venturelli, responsabile di Save Italian Beauty, l’assessora del Comune di Modena Ludovica Carla Ferrari, Maria Virginia Quintero di Banca Generali Private, la professoressa Elena Corradini docente di museologia e restauro di Unimore, Michela D’Onofrio di eArs, società specializzata nella produzione podcast.


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